LA SCUOLA WEB

NOTIZIE WEB Associazione Istruzione Unita Scuola

mercoledì 13 dicembre 2017

Un'insegnante italiana in corsa per l'oscar dei prof


La sua materia è la matematica. Il premio mette in palio un milione di dollari


C’è un’insegnante di Milano, Lorella Carimali, prof di matematica al Liceo Scientifico Statale Vittorio Veneto, tra i 50 finalisti del Global Teacher Prize 2018 della Varkey Foundation, che mette in palio un milione di dollari. Giunto alla quarta edizione, il premio ha ricevuto quasi 40.000 nomine e domande provenienti da 173 Paesi del mondo.
Lorella Carimali ha rinunciato a impieghi remunerativi nel settore dell’informatica per dedicarsi all’insegnamento condividendo la propria passione per la matematica. “Sono nata e cresciuta in una casa di ringhiera ed è stata per me una delle mie più grandi fortune. Ho infatti imparato – spiega – come la condivisione, l’unione e il confronto siano elementi importanti se non fondamentali per la crescita della nostra società. La passione per la matematica è sempre stata dentro di me e fin da piccola ho sempre desiderato fare l’insegnante.
Aver preso la laurea in matematica prima e diventare poco dopo insegnante di ruolo è stato per me un grande riscatto sociale oltre a rappresentare una grande spinta motivazionale sul mio ruolo e nella mia disciplina”. I suoi metodi innovativi prevedono la combinazione di classi di studenti e discipline diverse, includendo, a volte, le materie più svariate, come il teatro, affinché gli studenti di livello diverso possano interagire e realizzare una crescita collettiva. Uno dei risultati di queste tecniche è il miglioramento dei loro voti. Gli studenti hanno detto che questo approccio ha cambiato il loro modo di intendere la matematica, che non appare più come un semplice insieme di formule, ma come uno strumento per avvicinarsi alla realtà e semplificare la complessità del mondo attraverso il ragionamento. Lorella condivide poi i propri metodi tramite una serie di corsi di formazione per altri insegnanti. Inoltre si assicura che i suoi studenti imparino a essere cittadini del mondo incoraggiandoli a prendere parte a progetti comunitari fuori dall’aula.
Il Global Teacher Prize è stato fondato per riconoscere i meriti di un insegnante eccezionale, che abbia dato un contributo notevole alla professione, e nel contempo abbia messo in luce il ruolo fondamentale che gli insegnanti rivestono nella società. Congratulandosi con Lorella Carimali per essere arrivata tra i 50 finalisti, Sunny Varkey, fondatore della Varkey Foundation e del premio ha osservato che la mole di candidature ricevute da ogni angolo del pianeta “testimonia i successi degli insegnanti, e il profondo impatto che hanno nella vita di tutti noi”. I 50 finalisti prescelti saranno ridotti a 10 dal Prize Commitee, e i risultati di questa ulteriore selezione saranno annunciati nel febbraio 2018. Tra i 10 finalisti, la Global Teacher Prize Academy sceglierà poi il vincitore. Tutti e dieci i finalisti saranno invitati a Dubai per partecipare alla cerimonia di premiazione, che si svolgerà nell’ambito del Global Education and Skills Forum (GESF) domenica 18 marzo del prossimo anno, dove sarà annunciato in diretta sul palco il nome del vincitore.
ANSA | 13-12-2017 09:46

venerdì 17 novembre 2017

Guida al riscatto INPS dei periodi di aspettativa

Riscatto INPS dei periodi contributivi di aspettativa per gravi motivi familiari: come funziona il congedo straordinario e come presentare la domanda, anche in seguito a ricongiunzioni o trasferimenti.

Il riscatto INPS dei periodi di aspettativa per motivi di famiglia ai fini pensionistici offre ai lavoratori dipendenti, pubblici e privati, la possibilità di riscattarne i relativi contributi, anche precedenti al 31 dicembre 1996 (articolo 1, comma 789 della legge 296/2006). Questo consente di raggiungere prima i requisiti per la pensione. Per fare domanda, però, è necessario che il periodo di aspettativa in questione sia documentato; inoltre, il lavoratore deve poter dimostrare, sempre presentando idonea documentazione (articolo 3 del Dm 21 Luglio 278/2000), i gravi motivi di famiglia.
Aspettativa
L’aspettativa per cui si chiede il riscatto – al di fuori di permessi mensili riconosciuti dalla legge 104 – può durare al massimo due anni, anche non continuativi, e deve essere motivata da gravi motivi di famiglia, esplicitati dall’articolo 2 del decreto ministeriale 21 luglio 2000:
·         necessità derivanti dal decesso di una delle persone che fanno parte della stessa famiglia angrafica (che risulta dallo stato di famiglia);
·         situazioni che comportano un impegno particolare del dipendente o della propria famiglia nella cura o nell’assistenza di un familiare (che fa parte dello stesso stato di famiglia);
·         situazioni di grave disagio personale, ad esclusione della malattia, nelle quali incorra il dipendente medesimo;
·         le seguenti patologie, riferite e un membro della famiglia anagrafica: patologie acute o croniche che determinano temporanea o permanente riduzione o perdita dell’autonomia personale (incluse le affezioni croniche di natura congenita, reumatica, neoplastica, infettiva, dismetabolica, post-traumatica, neurologica, neuromuscolare, psichiatrica), derivanti da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni periodiche.
Durante l’aspettativa si conserva il posto di lavoro ma non si ha diritto alla retribuzione, né si può svolgere altro tipo di attività lavorativa. Inoltre, non si matura anzianità di servizio né contributi utili ai fini pensionistici se ricadono al di fuori degli eventi di malattia, assistenza ai sensi dell’articolo 33, co. 4 della legge 104/1992 o congedo straordinario di cui all’articolo 42, co. 5 del Dlgs 151/2001 (tutti casi per i quali è riconosciuta la copertura figurativa a carico dello Stato).
Ricordiamo che i due anni di congedo per motivi di famiglia sono da considerarsi all’interno dell’intera vita lavorativa, quindi nel caso in cui il dipendente li abbia già utilizzati non può presentare nuove domande di riscatto.
Domanda riscatto
Le domande di riscatto saranno trasmesse, per competenza, alla gestione previdenziale presso cui è confluita la contribuzione del lavoratore. Tutte le istruzioni operative per le domande erano state fornite con la circolare 26 del 28 febbraio 2008. Nel caso in cui ci sia stato trasferimento o ricongiunzione di contributi, va chiesto alla gestione previdenziale in cui è confluita la contribuzione obbligatoria relativa al periodo in cui è stata presa l’aspettativa (cfr.: Messaggio INPS n.1478/2015).
La domanda si presenta alla sede INPS competente per residenza, allegando la documentazione necessaria. L’onere di riscatto, interamente a carico del lavoratore, è notificato dall’INPS tramite raccomandata, assieme al provvedimento di accoglimento della domanda, contenente tutte le modalità e i termini per il versamento, che può essere anche rateale.

Per approfondimenti: scheda INPS del servizio

lunedì 13 novembre 2017

“Frena il Bullo”, convegno su bullismo e cyberbullismo a Milano il 25 ottobre



comunicato – Mercoledì 25 ottobre 2017 presso lo stand di Expo Training della Fondazione Assosafe avrà luogo un incontro di informazione e sensibilizzazione per discutere di bullismo e cyberbullismo e delle conseguenze del fenomeno. Professionisti ed esperti riguardo al tema, si alterneranno in un confronto volto a mettere in evidenza non solo le cause e le conseguenze, ma anche tutti i fattori ad esso connessi, dell’uso responsabile della rete, degli aspetti legali e alla necessità di attivare percorsi di prevenzione.
L’incontro è organizzato dalla Fondazione Assosafe, in collaborazione con il SIAP Polizia di Stato (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia) e ADLI (Associazione Datori di Lavoro Italiani), patrocinati dal Senato della Repubblica, dalla Camera dei Deputati, dalla Regione del Veneto, dal comune di Padova e dall’Associazione Soprusi Stop, nell’ambito di un ciclo di seminari dal titolo FRENA IL BULLO, CHE hanno già coinvolto diversi istituti superiori delle Regioni Italiane.
Il progetto FRENA IL BULLO, visto il riscontro positivo avuto dai ragazzi che hanno già partecipato agli eventi, proseguirà il suo tour con un ciclo di incontri sul veneziano (Santa Maria di Sala). L’obiettivo è quello di sensibilizzare i ragazzi a un uso corretto degli strumenti del web, una grande risorsa che nasconde tuttavia numerose insidie, ma anche fornire degli strumenti operativi su come riconoscere e difendersi dal fenomeno.
Diffondere una buona conoscenza, al fine di accompagnare le future identità a valutare, con coscienza, che gli effetti del proprio agire possono essere causa di gravi danni psicologici, fino a conseguenze dall’esito funesto, rientra nella vision della Fondazione Assosafe che, avvalendosi della collaborazione delle Forze dell’Ordine, si propone di fornire un valido sostegno a tutti gli attori coinvolti in questo processo, in particolare i genitori, la scuola e i professionisti.
Al seminario interverranno il segretario regionale del Veneto Cristiano Cafini, la dott.ssa Giuseppina Filieri, psicologa – psicoterapeuta e vicepresidente della Fondazione Assosafe, Suor Anna Monia Alfieri – Presidente FIDAE Regione Lombardia, Dott.ssa Tania Masiello – socio fondatore e segretario Associazione Soprusi Stop, Dott.ssa Adriana Battaglia – valutatrice europea dei progetti antibullismo.
“Nell’ottica di cercare e di attivare strategie condivise e mirate, – spiega il presidente della Fondazione Assosafe Mattia Mingardo – l’evento e il ciclo di seminari all’interno delle scuole sono volte a creare una solida base perché si sfruttino al meglio le potenzialità offerte dalla rete, non demonizzando il mezzo, ma tutelando la navigazione dei minori in internet attraverso la prevenzione di comportamenti devianti, nella difesa del principio di libertà altrui”.
Elisabetta Coccia
Frena il Bullo


TI POTREBBE ANCHE INTERESSARE


Bullismo

Dal Giappone: “Bullismo a scuola? Docenti responsabili con metodi educativi discutibili”


Sul Japan Times, quotidiano giapponese in lingua inglese, si parla di bullismo e di un fenomeno in continua crescita anche nel Sol Levante.
324mila sono i casi dalle elementari alle superiori rilevati dal Ministro dell’Istruzione giapponese nel 2016. Un trend che sta crescendo e si fatica a contenere. I casi gravi sono 400 (86 in più rispetto all’anno precedente) che hanno causato danni fisici o psicologici alle vittime.

Settimana corta, qual è l’iter corretto per l’adozione? Quale ruolo al sondaggio delle famiglie?



L’adozione della settimana corta è il frutto di un iter che deve coinvolgere gli organi collegiali, ognuno con gli specifici compiti di competenza.
Il principio del coordinamento tra gli organi collegiali
L’adozione della settimana corta costituisce per le scuole, in regime di autonomia, una possibilità organizzativa, essendo tra l’altro tale opportunità ricavabile dall’art.4 del DPR n.275 del 1999 ove è appunto sancito il principio della flessibilità oraria (“le istituzioni scolastiche possono adottare tutte le forme di flessibilità che ritengono opportune”).
La sua adozione richiede però in via ordinaria una consultazione di tutti gli organi collegiali che governano sotto diversi profili la scuola.
E’ lo stesso art.16 del Regolamento sull’autonomia (DPR 275/1999) a sottolineare la necessità di un coordinamento delle competenze che deve perciò realizzarsi con l’apporto di tutti soggetti che a vario titolo partecipano alla vita della scuola.
La Circolare 105 del 1975 all’art.3 già allora rimarcava il ruolo coordinato dei diversi organi collegiali, “ciascun organo collegiale opera in forma coordinata con gli altri organi collegiali che esercitano competenze parallele, ma con rilevanza diversa, in determinate materie. Ai fini di cui al precedente comma si considerano anche le competenze, in materia definite, di un determinato organo quando il loro esercizio costituisca presupposto necessario od opportuno per l’esercizio delle competenze di altro organo collegiale”.
Gli organi responsabili
Non v’è dubbio che in primis i due organi responsabili all’adozione della settimana corta siano il consiglio di istituto e il collegio dei docenti, entrambi detentori di potere deliberante ed incisivo sulla sull’organizzazione e sul funzionamento didattico. Nel caso in specie il consiglio di istituto ai sensi dell’art.10 del D.Lgs. 297 del 1994 si occupa della programmazione della vita e dell’attività della scuola, mentre il collegio dei docenti, ex art.7 del decreto succitato, ha potere deliberante sul funzionamento didattico; le competenze dei due organi su tali materie sono funzionali al buon andamento del servizio scolastico ed equamente significative.
L’iter corretto
La consultazione dei predetti organi è senza dubbio il primo passo da realizzare. Nel corso delle sedute, nella definizione della delibera di adozione o meno della settimana corta, è opportuno individuare le posizioni emergenti dai due organi, non dimenticando che il consiglio di istituto è l’organo di indirizzo e di controllo della scuola e il collegio dei docenti è al contrario l’organo tecnico-didattico. Si tratta comunque di funzioni parimenti significative; nel caso del collegio docenti, le decisioni e le motivazioni devono pur considerare l’incidenza che la scelta della settimana corta, strutturata su cinque giorni, produrrebbe sugli alunni, perciò occorre più che mai tener conto delle esigenze dei soggetti apprendenti.
Da ciò si ricava che l’iter di adozione parte dal consiglio di istituto chiamato a dettare ex art.10 del D.Lgs. 297 del 1994 i criteri generali per la programmazione educativa; il comma 4 (art.10) indica un’altra competenza: la definizione dei criteri dell’orario delle lezioni; di seguito il collegio dei docenti, ex art.7 dello stesso decreto richiamato, formula proposte al direttore didattico o al preside (…) per la formulazione dell’orario delle lezioni e per lo svolgimento delle altre attività scolastiche, tenuto conto dei criteri generali indicati dal consiglio di circolo o d’istituto. Come stabilito nel comma 3 dell’art.7 il collegio dei docenti “nell’adottare le proprie deliberazioni (…) tiene conto delle eventuali proposte e pareri dei consigli di intersezione, di interclasse o di classe”. Il passaggio dal collegio dei docenti per la trattazione dell’argomento è obbligato e necessita di essere attuato giacché il consiglio di istituto non potrebbe adottare unilateralmente la settimana corta. In questo caso l’esercizio delle competenze dei due organi è essenziale.
Sulla questione dei sondaggi e della consultazione degli altri stakeholder
La consultazione delle famiglie si iscrive nell’alveo della compartecipazione alla vita della scuola e non può quindi essere disattesa ai fini di una corretta procedura, tuttavia questo deve avvenire in modo equilibrato, difatti la sentenza 466 del 15 giugno 2000 del TAR Umbria ha sottolineato che tale forma di partecipazione non deve essere interpretata in modo eccessivamente estensivo; secondo il giudice essa “non può essere intesa in senso letterale”, poiché in siffatto modo si produrrebbe una “assoluta ingovernabilità del procedimento”. I sondaggi utilizzati nel processo di definizione del nuovo assetto organizzativo si rivelano utili per favorire la partecipazione dei soggetti interessati.

Una scuola che non boccia è una scuola marcia. Crepet, vogliamo il male di chi abbiamo messo al mondo





La verità è che vogliamo male a chi abbiamo messo al mondo. “Già da quando gattonano – conclude Crepet – risolviamo loro tutti i problemi. La verità è che li […] The post Una scuola che non boccia è una scuola marcia / Tutto quello che è comodo è stupido…


Fonte: Aetnascuola.it
Leggi l’articolo completo su:
Aetnascuola.it

Graduatorie III fascia ATA, scelta preventiva delle scuole con l’app “Sedi esprimibili”

Appare piuttosto improbabile che il 13 novembre, come riportato dal sindacato Gilda di Forlì-Cesena, si aprirà la finestra per compilare il modello D3 per quanto riguarda le graduatorie di istituto di terza fascia. Quindi, per la scelta delle scuole si dovrà attendere ancora, non prima dell’apposito avviso Miur.

SEDI ESPRIMIBILI: L’APPPLICAZIONE DEL MIUR

Come scritto in precedenza, le domande pervenute, in base alle ultime stime, sono circa 2 milioni (nel 2014 furono 1,5 milioni). Molte domande sono state inviate per raccomandata con ricevuta di ritorno e stanno arrivando alle scuole in questi giorni e nei prossimi.
Alcune scuole hanno ricevuto centinaia di domande e ovviamente le inseriranno gradualmente, in base anche agli altri impegni del personale di segreteria.
Ne consegue che, fino a quando non saranno inserite a sistema tutte le domande dalle scuole, non sarà possibile formulare una data di apertura delle operazioni del modello D3, relativo alla scelta delle sedi.
Tuttavia, in attesa di ciò, sarà possibile scegliere preventivamente le 30 scuole a cui chiedere l’inclusione in graduatoria, utilizzando l’applicazione Miur “SEDI ESPRIMIBILI”, una sorta di anteprima che gli utenti possono utilizzare e poi da riportare nel MODELLO D3 da compilare su Istanze on line. Ricordiamo che si potranno scegliere solo sedi della stessa provincia a cui è stato presentato il MODELLO D1 o D2 cartaceo


PER SAPERNE DI PIU' ,CLICCA QUI