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martedì 2 luglio 2019

Ricerca. Italia-Cina, dieci anni di cooperazione. Al via la call per partecipare alla Settimana dell’Innovazione 2019

Dal 28 al 31 ottobre 2019, si svolgerà l’annuale Settimana Cina-Italia dell’Innovazione, della Scienza e della Tecnologia, in programma nelle città di Pechino e Jinan.
Seminari tematici, tavoli di networking, incontri one-to-one e un’intensa azione di promozione istituzionale sotto l’egida dei rispettivi Governi scandiranno il ritmo dello storico programma di cooperazione bilaterale, avviato dieci anni fa tra Italia e Cina per valorizzare i sistemi innovativi di ricerca e impresa.
La Settimana dell’Innovazione avrà quest’anno un particolare rilievo anche grazie agli accordi siglati nell’ambito del Memorandum of Understanding, firmato in occasione della visita del Presidente cinese Xi Jinping in Italia e in vista del cinquantesimo anniversario delle relazioni diplomatiche nel 2020.
Il programma prevede:
  • il 28 Ottobre (Pechino): lo svolgimento del Sino-Italian Exchange Event;
  • il 29 Ottobre (Pechino): la celebrazione del decimo anniversario del China-Italy Innovation Forum, alla presenza dei Ministri Marco Bussetti e Wang Zhigang;
  • il 30 Ottobre (Pechino): visite a Poli di Innovazione e Centri di Eccellenza;
  • il 31 Ottobre (Jinan): il Focus Territorialeai centri di ricerca e incubatori tecnologici.
In occasione della manifestazione, si svolgeranno inoltre le finali della Best Start-up Showcase Entrepreneurship Competition, che ha visto dall’inizio dell’anno 90 start-up impegnate in un percorso selettivo di esplorazione del contesto cinese. Infine, in occasione del decimo anniversario del Forum, sarà allestita un’area espositivaper presentare i risultati della cooperazione tra istituzioni e imprese italiane e cinesi.
Possono partecipare le imprese e tutti i soggetti pubblici e privati (centri di ricerca, università, cluster tecnologici nazionali, imprese e start-up, distretti innovativi, parchi scientifici e tecnologici, associazioni di categoria, etc.) con una sede in Italia, attivi nell’innovazione di prodotto e processo o nella ricerca scientifica e tecnologica, e che hanno interesse a confrontarsi con potenziali partner della Repubblica Popolare Cinese.
La partecipazione alla manifestazione, agli incontri one-to-one e alle sessioni di lavoro è gratuita ma è subordinata alla compilazione del modulo di registrazione.
Per partecipare alla Settimana è necessario compilare ilmodulo di iscrizione pubblicato sul sito di Città della Scienza: http://machform.cittadellascienza.it/view.php?id=158198
La data di scadenza per l’iscrizione alla manifestazione è fissata:
  • al 31 luglio 2019 per chi vuole proporre un intervento nei seminari tematici;
  • al 27 settembre 2019 per coloro che sono interessati a partecipare agli incontri one-to-one.
Momento centrale di una piattaforma di cooperazione permanente tra i due Paesi, la Settimana è promossa in Italia dal MIUR, in sinergia con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; dalla Regione Campania per il SIEE (Sino-Italian Exchange Event), ed è coordinata dalla Città della Scienza di Napoli, in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche, Confindustria, i Cluster Tecnologici Nazionali, le principali Università e Centri di Ricerca Italiani, e Campania NewSteel e PNI Cube per il programma delle start-up. Da parte cinese, il programma è promosso dal Ministero della Scienza e della Tecnologia (MoST) e coordinato dal Beijing Municipal S&T Commission, e dall’International Technology Transfer Network per il programma start-up, oltre che dal Beijing Association for Science and Technology-BAST per il SIEE, a sua volta membro della Chinese Association for Science and Technology - CAST.
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lunedì 18 marzo 2019

Riscatto della laurea e aiuti alle famiglie: tutte le modifiche al Decretone

LLe commissioni Lavoro e Affari sociali della Camera hanno dato l’ok sugli emendamenti del decretone con novità importanti, tra le altre cose, sul reddito di cittadinanza, sugli aiuti alle famiglie e sul riscatto della laurea.

Nella notte tra venerdì e sabato è arrivato l’ok al decretone da parte delle commissioni Lavoro e Affari sociali. Il relatore ha ricevuto il mandato per portare il provvedimento in aula lunedì mattina, nel rispetto dei tempi previsti. Tante le novità degli emendamenti. Si parte dalla gestione dei navigator per il reddito di cittadinanza: saranno 3mila quelli assunti centralmente come collaboratori e dovranno fornire assistenza tecnica a tutti i centri per l’impiego delle varie Regioni. Novità importante sulla pensione di cittadinanza: potrà essere pagata anche in contanti negli uffici postali o in banca e non solo sulla card del reddito.

Approvato l’aiuto alle famiglie con disabili con circa 13 milioni di eurodestinati ad alzare le soglie dei requisiti patrimoniali. Rivista la scala di equivalenza: ai nuclei numerosi verranno destinati 50 euro in più al mese, con il sussidio che passa quindi da un massimo di 1330 euro a 1380 euro mensili. Entrata anche la proposta sull’apertura delle offerte di lavoro dei centri per l’impiego ai cosiddetti “working poor”. Chi ha un lavoro pagato pochissimo, sarà considerato disoccupato e entrerà a far parte del patto per il lavoro previsto nel programma del reddito di cittadinanza.

Entrato anche l’atteso emendamento sul riscatto della laurea agevolato anche per gli over 45, ovvero la possibilità di far valere gli anni di università ai fini della pensione, versando una somma più contenuta rispetto a quanto previsto fino ad ora. Inizialmente, il decretone prevedeva che si potesse fare domanda entro i 45 anni e vedersi imporre un onere del riscatto agevolato pari, per ogni anno da riscattare e fino a al massimo di cinque, al reddito minimo annuo da prendere in considerazione ai fini del calcolo della pensione. L’emendamento dell’ultima ora ha cambiato le carte in tavola, aprendo le porte anche agli over 45, a patto che abbiano cominciato a lavorare e a versare i contributi dal primo gennaio 1996, data in cui è scattato il sistema contributivo.e novità sugli emendamenti approvati dalle commissioni Lavoro e Affari sociali della camera


domenica 17 marzo 2019

Esami di stato: presidenti e commissari d’esame quando fare domanda


Gli esami di stato si avvicinano e sono diverse le novità sulle commissioni. Per la seconda prova, anche se riguarda due discipline, ci saranno uno o più commissari. Inoltre sarà istituito un elenco regionale per la scelta dei presidenti di commissione.

Commissione Esami di maturità
Il MIUR ha pubblicato l’ordinanza sugli esami di stato 2019 che comprende tutte le indicazioni relative alla maturità. Nello specifico, le commissioni giudicatrici, saranno composte da 3 membri interni e 3 esterni. Il presidente della commissione è esterno. I commissari esterni e il presidente sono nominati dal dirigente dell’Ufficio scolastico regionale sulla base degli elenchi istituti, i commissari interni dal consiglio di classe. Il decreto del MIUR definisce inoltre che i dirigenti scolastici delle scuole secondarie di primo grado e degli istituiti comprensivi, possono partecipare come presidenti alla maturità 2019.

domenica 2 settembre 2018

La Basilicata in via di spopolamento. Calano le iscrizioni scolastiche e quindi i posti di lavoro


Nelle scuole lucane nel periodo compreso tra l’anno scolastico 2006-07 e il 2017-18, si sono iscritti 15.129 alunni in meno (passando da 94.731 a 79.602) che hanno determinato il venir meno di 1.774 posti di lavoro (174 nella scuola dell’infanzia, 738 nella primaria, 448 nella secondaria di primo grado e 414 in quella si seconda grado) e di numerose sezioni. I dati emergono direttamente da uno studio commissionato dal ministero dell’istruzione. Tornando ai dati, dalla ricerca emerge che la flessione degli iscritti si è attestata sulle -1.807 unità nella scuola dell’infanzia, con annessa diminuzione delle sezioni (-79). Per l’effetto sono aumentati fino a 11 i centri lucani senza scuola dell’infanzia Nella primaria, invece, gli alunni in meno dal 2006-07 ad oggi sono 5.407, con -367 classi e 738 posti scomparsi (anche se c’è un +95 posti per il sostegno). I centri senza scuola sono passati da 3 del 2006-07 (Calvera, Fardella e San Paolo Albanese) a 7, con l’aggiunta di Teana, Cirigliano, Castelluccio Superiore e Trivigno. Nella secondaria di primo grado il dato negativo per gli alunni è stato di -2.764, con 161 classi in meno e 448 posti di lavoro andati in fumo, parzialmente compensati da un +33 in fatto di posti di sostegno. Qui, però i centri senza scuola sono 13. Infine, la secondaria di secondo grado: -5151 alunni, -173 classi, -414 posti e + 236 posti di sostegno. Continuando così, nel giro di 10 anni, la popolazione scolastica di Basilicata rischia di scendere a circa 68mila unità. In aumento, invece,solo il dato relativo bambini disabili, passati da 1.440 a 1.868 con un saldo positivo di +428: il dato incide per il 2,2% sul totale degli alunni iscritti ed è il più basso a livello nazionale. “Con il via libera al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di riparto del Fondo da 75 milioni di euro, per le spese relative all’assistenza scolastica degli alunni disabili, sono in arrivo in Basilicata 782mila euro con cui finanziare le funzioni relative all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità fisiche e sensoriali”Numeri inquietanti, dunque, quelli contenuti nello studio del ministero dell’Istruzione. Il cui vero problema, forse, è che questa tendenza non solo non si arresterà, ma potrebbe addirittura lievitare. Un problema quello dello spopolamento che è gancio tra i diversi fattori di lavoro, economia, servizi e qualità della vita. E qui o la politica interviene seriamente,oppure la Basilicata sarà destinata a scomparire

lunedì 23 luglio 2018

La mia passione per i treni nata negli anni dell’infanzia


Fin da piccolo il treno mi affascina. Con mio padre durante le vacanze mi trovo spesso nelle stazioni di Lugano e Locarno a recuperare rottami di ferro e il passare dei treni mi entusiasma,  specie i merci. Quando lo speaker annuncia le stazioni così lontane, Zurigo, Basilea, Francoforte, Colonia, immagino tutto il viaggio. Poi passano gli anni eil treno lo vedo […]

mercoledì 14 marzo 2018

Aumenti stipendiali: arretrati ad aprile, c’è il sì da parte del Ministero dell’economia. Ecco quanto spetta a docenti ed ATA



Ad affermarlo Marco Nobilio, con un articolo apparso nella mattinata su ItaliaOggi. Sarebbe stato dato l’ok all’ipotesi di contratto della scuola, inclusi gli aumenti.
Manca, per dare il via definitivo da parte del Consiglio dei Ministri e della Corte dei conti, quindi si passerà alla sottoscrizione definitiva all’ARAN da parte dei sindacati.
Ricordiamo che l’intesa era stata firmata da CGIL, CISL, UIL, mentre SNALS e Gilda non hanno apposto la firma. Ciò non escluderà che i due sindacati in questione non cambieranno idea con la firma definitiva.
Gli aumenti lordi andranno da un minimo di 81 euro ad un massimo di 110. Le cifre più basse, relativamente ai docenti, riguarderanno i maestri di infanzia e primaria e per i docenti diplomati delle medie con bassa anzianità di servizio, 0-8 anni. Quelle più alte riguarderanno i docenti laureati che insegnano alle superiori con più di 35 anni di servizio.
Il contratto scuola ha potuto usufruire anche di parte del bonus premiale che è confluito nell’aumento legato agli scatti di anzianità. Tutte le cifre degli aumenti.Le cifre al netto
Gli incrementi degli stipendi riguarderanno anche i docenti precari, che , durante il periodo di supplenza, ricevono sempre uno stipendio riferito al primo scaglione di anzianità (0-8). Quale aumento?
Quanto mi spetta per gli arretrati? Tutto sugli arretrati al netto
Inoltre, non sono stati intaccati gli 80 euro del bonus Renzi, che continueranno ad essere erogati.
Il CCNL ha validità triennale e riguarda gli anni 2016, 2017 e 2018. La sua scadenza, pertanto, è fissata al 31 dicembre 2018.
Tutte le novità contenute nel contratto

martedì 6 marzo 2018

Licenziamento disciplinare: occhio alle tempistiche




Licenziamento, le regole per il periodo di prova.
Il patto di prova è una clausola che da la possibilità ad entrambe le parti di valutare il rapporto di lavoro, al termine della prova, se entrambe le parti si ritengono soddisfatte, procedono all’assunzione definitiva.
Nello specifico con tale accordo nel caso in cui una delle parti non si ritiene soddisfatta, può recedere dal rapporto senza dover fornire motivazioni o un termine di preavviso. Tale prova può durare 6 mesi per tutti i lavoratori e 3 mesi per gli impiegati non aventi funzioni direttive.
Per quanto riguarda il licenziamento il datore di lavoro può attuarlo semplicemente comunicando che l’esito della prova è negativo, ma il lavoratore può agire in giudizio impugnando il licenziamento.
Nello specifico il lavoratore può far causa all’azienda dichiarando che il periodo di prova non è risultato abbastanza lungo da consentire un’adeguata valutazione o nel caso che alla base del licenziamento c’è un motivo illecito o una discriminazione. Per questo il licenziamento è valido solo al termine dei giorni indicati sul patto di prova firmato e visionato dall’interessato.
In altri casi invece è presente il diritto alla reintegra sul posto di lavoro, ma si parla solo di alcuni casi specifici.
Nello specifico in caso di licenziamento disciplinare nullo, in mancanza quindi di giusta causa o giustificato motivo. Infine in questi ultimi casi è importante specificare che il datore deve versare al lavoratore un’indennità risarcitoria fino a un massimo di 12 mensilità.
di Francesca Vinciarelli