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martedì 6 maggio 2014

Riduzione Irpef: alla fine l'hanno fatta male

In un post pubblicato più di un mese fa ho espresso il timore che la promessa riduzione dell'Irpef potesse rivelarsi pessima dal punto di vista tecnico. Ora che i dettagli della proposta sono statiresi noti, sono costretto a osservare che i timori erano più che fondati. In effetti la proposta effettivamente attuata è decisamente peggiore di quella che si ventilava all'inizio e che aveva generato la mia reazione negativa.
Gli indispensabili Pellegrino e Zanardi riassumono su lavoce.info i dettagli della misura approvata nel consiglio dei ministri. La misura riguarda solo i lavoratori dipendenti e assimilati ed è valida solo per il 2014 (e viene quasi da dire per fortuna, viste le sue criticità dal punto di vista tecnico). 
Le sue caratteristiche si possono riassumere come segue:
1) Chi ha un reddito inferiore a 8.145 euro lordi annuali non ha alcun vantaggio.
2) Chi ha un reddito compreso tra 8.145 e 24.000 euro lordi annuali riceve un bonus di 640 euro. Dato che il bonus verrà pagato per 8 mesi, questo equivale ai famosi 80 euro in busta.
3) Chi ha un reddito compreso tra 24.000 e 26.000 vede il bonus decrescere linearmente con il reddito, fino ad azzerarsi al raggiungere i 26.000 euro. Ossia, per i contribuenti in questa fascia il bonus è pari a 640x(26.000-Y)/2000, dove Y è il reddito annuale. In termini pratici, se il reddito aumenta di 100 euro il bonus scende di 32 euro. Questo equivale a un'ulteriore aliquota marginale del 32%.
4) Chi guadagna più di 26.000 euro annui non ha alcun vantaggio.
A seguito di questa misura, la struttura delle aliquote marginali effettive per i lavoratori dipendenti diventa per il 2014 la seguente.

Aliquota
Detrazione
Aliquota effettiva
Fino a 8.145
23%
 1.880
0
8.146 -15.000
23%
978+902x((28.000-Y)/20.000)+640
27,51%
15.001- 24.000
27%
978+902x((28.000-Y)/20.000)+640
31,51%
24.001- 26.000
27%
978+902x((28.000-Y)/20.000)+640 x((26.000-Y)/2.000 
63,51%
26.001- 28.000
27%
978+902x((28.000-Y)/20.000)
31,51%
28.001- 55.000
38%
978x((55.000-Y)/27.000)
41,62%
55.001-75.000
41%
0
41%
Oltre 75.000
43%
0
43%
Rispetto a quanto discusso un nel post precedente abbiamo una minore riduzione delle tasse (si parlava di 1.000 euro annuali, che poi sono risultati essere 640), e un più ristretto intervallo sul quale si verifica la riduzione a zero del bonus (si parlava di un intervallo di 5.000 euro, tra 25.000 e 30.000, invece è un intervallo di soli 2.000 euro, tra 24.000 e 26.000). Mentre ilphasing out  dei 1.000 euro sull'intervallo 25.000-30.000 implicava un aumento dell'aliquota marginale del 20%, il phasing out di 640 euro sull'intervallo 24.000-26.000 implica un aumento del 32%. In sostanza, l'operaio o impiegato che attualmente guadagna intorno ai 1.500 euro netti al mese dovrà stare molto attento prima di fare un'ora di straordinario, dato che rischia di pagare circa i due terzi di quello che guadagna in tasse. Ma se guadagna un po' meno o un po' di più la tassazione si riduce invece a circa un terzo, grazie alla struttura lisergica delle aliquote marginali effettive.
Rispetto alle proposte che si ventilavano circa un mese fa, la misura effettivamente attuata ha un nuovo elemento di criticità: l'introduzione del bonus in cifra fissa al superare la soglia di reddito esente, che introduce una discontinuità nel reddito netto percepito. Il probema è ben spiegato da Pellegrino e Zanardi, quindi riporto quel che hanno detto:
Dal punto di vista tecnico, l’esclusione degli incapienti comporta il fatto che, ad esempio, un lavoratore con reddito pari a 8.145 mila euro non otterrà alcun beneficio, mentre un analogo contribuente con reddito di 8.146 euro, avendo una imposta netta appena positiva, potrà beneficiare nel 2014 di un credito d’imposta di 640 euro.
In principio questo dovrebbe dare forti incentivi a chiunque abbia un reddito appena sotto la soglia esente a lavorare di più. Un lavoratore con un reddito annuale di 8.100 euro e che riesce a guadagnarne altri 50 otterrà in più un regalo dal fisco pari a 640 euro. Purtroppo vale anche il contrario: piccole riduzioni del reddito possono portare alla eliminazione del bonus.
Io qui devo confessare che spero fortemente di aver capito male. Per come ho capito, il seguente scenario è possibile. Un lavoratore dipendente, magari part-time, guadagna 700 euro lordi al mese (per fare i conti in modo più rapido ipotizzate che questo ammontare includa la quota di tredicesima), corrispondenti a 8.400 euro lordi annui. È un livello sufficientemente alto da garantirgli l'erogazione del bonus, per cui questo lavoratore vedrà aumentare di 80 euro il suo stipendio a partire dalla busta paga di maggio. Ora immaginate che il lavoratore resti disoccupato alla fine di novembre, per cui non percepirà lo stipendio di dicembre. Alla fine dell'anno il suo reddito lordo risulterà essere 7.700 euro, un livello che non dà diritto al bonus!  Cosa succede in questo caso? Per come stanno le cose, sembrerebbe che il lavoratore dovrebbe restituire, quando farà la dichiarazione dei redditi, gli 80 euro mensili che si è visto pagare tra maggio e novembre, per un totale di 540 euro. È difficile immaginare qualcosa di più raccapricciante che chiedere i soldi a un disoccupato perché ... ha perso il lavoro, una sorta di assicurazione sulla disoccupazione al contrario. Ripeto, spero sinceramente di aver capito male, o in alternativa che almeno questo aspetto venga modificato in sede di dibattito parlamentare.
In tutta franchezza, questo è veramente un gran brutto episodio che lascia abbastanza poco da sperare su come governerà Renzi. È palese che l'unica ratio di questa norma è elettorale. Si è cercato di massimizzare il numero di persone che vedranno 80 euro nella busta paga di maggio, e per farlo si è sacrificato tutto: equità, efficienza e financo elementare buon senso. Dopo un anno buttato via a discutere della eliminazione dell'IMU, probabilmente il resto del 2014 verrà dedicato a come rimediare a questo pasticciaccio sull'Irpef. E questo mette al tempo stesso tristezza e paura.

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