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mercoledì 8 ottobre 2014

ROSSI AI DIRIGENTI SCOLASTICI: ALLA SCUOLA SERVE UN'INIEZIONE DI FIDUCIA

Dare fiducia alla scuola, e ai cambiamenti che la interessano. Fiducia per fare "cose possibili", come la stabilizzazione dei precari, risultato già messo a segno, ma anche per semplificare i meccanismi di reclutamento, impostare nuove regole di governance, mettere le ali al trilinguismo. Questi in sintesi i messaggi che il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi, anche assessore all'istruzione, ha lanciato ieri nel corso dell'incontro con i dirigenti scolastici svoltosi in via Gilli. Accompagnato dalla dirigente del settore Livia Ferrario, Rossi ha commentato le linee generali del Piano strategico varato dall'Iprase e i dati sulla scuola riguardanti i test Pisa e Invalsi, sviluppando quindi un confronto a 360° con la platea dei dirigenti scolastici.
Trilinguismo, legame scuola-lavoro e scuola-ricerca, solidarietà e inclusione, ma anche nuovi modelli di apprendimento, sostegno alle eccellenze, potenziamento dell’orientamento scolastico: questi alcuni dei temi affrontati dal presidente Rossi nel corso dell'incontro. Il punto di partenza: i livelli molto altri raggiunti dalla scuola trentina, testimoniati dagli ottimi piazzamenti di docenti e insegnanti nei test internazionali. "Quando si parte da dati di realtà come questi - ha chiosato Rossi - la sfida è ancora più intrigante, perché ci impegna a fare qualcosa di realmente impegnativo, confrontandoci senza timori con i migliori. Al centro dobbiamo mettere la parola fiducia. La scuola non è una realtà che produce solo costi e che deve essere affrontata a colpi di razionalizzazioni, come vuole una certa vulgata, che pure va tenuta in considerazione. A me piacerebbe che questa legislatura fosse quella in cui fiducia e futuro tornano ad essere al centro dell’attenzione". 
Anche perché, le cose possibili sono molte e concrete. Ad esempio, dar corso al maggior numero di stabilizzazioni possibili, un traguardo già tagliato in questo inizio di legislatura. "Adesso - ha proseguito Rossi - dobbiamo misurarci con il tema della governance, e dobbiamo semplificare i meccanismi di reclutamento del personale, che sono molti e diversi, a causa delle stratificazioni che si sono succedute. Abbiamo il dovere di provare a costruire, d’accordo con il sindacato, una modalità nuova superare questa situazione confusa e frammentata. Sempre sul personale: dobbiamo affrontare lo snodo della valutazione del merito. Non è facile, ma dobbiamo provarci".
Ed ancora, tre sfide-obiettivi. Il primo, il rapporto scuola-lavoro: la Provincia ha affidato al Dipartimento della conoscenza il ruolo di capofila in questo sforzo, da cui non solo il mondo scolastico ma anche quello del lavoro devono uscire cambiati. Il secondo, le lingue: un fattore strategico di cui il territorio ha estremo bisogno, perché il Trentino la sua ricchezza deve cercarla oggi più che mai nella sua capacità di uscire dai propri confini. A questo proposito, sono state definite e diramate già nel mese di agosto delle linee guida valide per tutti gli istituti superiori per la valutazione degli studenti che rientrano negli istituti di appartenenza dopo un anno di studio all'estero, affinché la loro esperienza non risulti penalizzante, ma porti piuttosto un eccezionale valore aggiunto alla crescita dell'alunno. Infine, la terza sfida: aiutare i giovani a vivere più pienamente il territorio. "Dobbiamo garantire - ha detto ancora Rossi - la diffusione e il possesso di elementi di conoscenza che consentano loro di sentirsi parte di un destino comune". 

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